Succhi di frutta


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Succhi di frutta di sintesi e cibi conservati: se li conosci, li eviti
Sicuramente sapete che è stata approvata (tramite una direttiva EU) la vendita di succhi di frutta di sintesi. Questi ultimi anzichè contenere frutta, contengono conservanti in quantità industriale. Il sano buon senso ci suggerisce di girare al largo da tali prodotti, tenendo poi conto che in questo periodo la frutta fresca di stagione è davvero indicata per dissetarsi e rimineralizzarsi. Purtroppo il termine “buon senso” sembra essere passato di moda
Approfittiamo comunque di questa occasione per elencare sostanze dannose che si trovano ormai ovunque.
• Conservanti. Li troviamo principalmente in succhi di frutta, merendine, cibi in scatola, salse. Sfortunatamente sono diffuse un pò ovunque, per cui si trovano anche in formaggi, insalate preparate, etc. È buona norma leggere sempre il contenuto. dell’etichetta.
• Coloranti. Sono “pericolosi” quelli di sintesi, che vengono classificati con un particolare codice. Ad esempio la Tartrazina è conosciuta come E102, ed è di colore giallo. Ecco la lista dei coloranti di sintesi. Quindi leggete l’etichetta di ciò che ingerite, cercando di capire se sono presenti coloranti della famiglia E1xx. Dalla lista potete vedere che sono codificati anche in conservati con il codice E2xx.
• Addensanti. Sono presenti nelle marmellate, nei gelati, nelle creme e simili. Sono siglati in E4xx. Possono avere un effetto lassativo.
• Stabilizzanti. Servono per trattenere i liquidi nei prodotti. Possono sovraccaricare i reni. Sono controindicati per chi soffre di ipercolesterolemia.
• Dolcificanti di sintesi. Non basterebbe un intero post per parlare dei dolcificanti di sintesi, in quanto si tratta di un argomento molto controverso. È il caso dell’aspartame. Sfortunatamente, l’aspartame è solo uno dei tanti dolcificanti di sintesi. Sarebbe il caso di evitarli, cosa un pò difficile, poiché sono presenti quasi ovunque (ad esempio, nelle bevande light e simili).
• Grassi idrogenati. Una vera bomba calorica. Sono presenti in prodotti come biscotti, crackers, pane, etc. Leggete attentamente l’etichetta. Ovviamente gli alimenti di origine biologica ne sono privi.
…ed ancora:
• vitamine che si degradano nell’arco di poche ore
Le vitamine della frutta sono disponibili epresenti solo se consumate al momento: quante volte abbiamo letto che la spremuta di arance va bevuta entro poco tempo altrimenti perde tutte le sue proprietà? Parecchi frutti e verdure inoltre, anche se non frullati, perdono i loro apporti nutrizionali entro pochissimi giorni dalla raccolta.
Riusciamo ad immaginare quale apporto nutrizionale e vitaminico può darci un succo di frutta spremuto mesi e mesi fa?
• aggiunta di vitamine sintetiche
Le vitamine di sintesi, quelle prodotte in laboratorio, non sono assorbite dall’organismo nello stesso modo in cui lo sono quelle della frutta e verdura fresche.
Sopperire quindi alla perdita di elementi causata dalla conservazione con elementi sintetici non apporta in nessun modo la stessa quantità di nutrienti ma tende invece ad aumentare il numero di prodotti di sintesi che inquinano il nostro organismo.
• qualità dei frutti utilizzati non determinabile
Non avendo la possibilità di vedere le materie prime, potrebbe essere facile che i laboratori industriali utilizzino frutta non maturata (e quindi con poche componenti) o magari troppo matura; non sappiamo da dove vengono quei frutti, se sono stati usati pesticidi e fertilizzanti per crescerli e se le condizioni igienico salutari di tutta la filiera vengano rispettate.
• gran numero di additivi, aromi e coloranti
L’uso di antiossidanti (acido ascorbico in forma non naturale), acidificanti/conservanti (acido citrico) e in molti casi coloranti (per sopperire ai colori anemici della frutta utilizzata) non ne fanno un prodotto di consumo quotidiano.
Queste bevande inoltre sono piene di tutte le forme di zucchero (sciroppo di glucosio, fruttosio, saccarosio) che aumentano repentinamente i livelli di glucosio nel sangue, squilibrando alla lunga l’equilibrio glicemico; basta guardare negli Usa quanti bambini contraggono il diabete proprio grazie al costante apporto giornaliero di tonnellate di zuccheri.
Per finire, in questi succhi si fa un largo e smodato uso di dolcificanti di sintesi, innumerevoli forme di zucchero sotto forma di sciroppo di glucosio, fruttosio e saccarosio, acido citrico come acidificante.
• bassa percentuale di prodotto rispetto all’acqua contenuta
Tranne per i succhi concentrati (e conservati in reparti frigo), tutti gli altri sono un mix di acqua (circa 70%) e frutta (circa 30%). Certo, non possono chiamarsi veramente succhi, infatti vengono denominati “bevanda analcolica a base di frutta”, ma a casa mia base sta significa che la maggior componente del prodotto è la frutta, non l’acqua. E’ come se noi a casa con un arancio facessimo quattro bicchieri di “aranciata”.
In ogni caso, quando andiamo al bar e chiediamo un succo spesso ci danno questo mix di acqua e spremuta al modico prezzo di due euro circa.
• dulcis in fundo
uno studio spagnolo ha rilevato un alto livello di pesticidi nei succhi di frutta… [1]
Prendendo in esame 42 succhi di 16 marche differenti, alcuni ricercatori dell’Università di Copenhagen hanno scoperto in buona parte dei prodotti concentrazioni di antimonio al di sopra dei limiti fissati dall’Unione europea per l’acqua potabile (anche 17 volte superiori!).
I dati, pubblicati sulla rivista Journal of Environmental Monitoring, destano una certa preoccupazione visto che studi precedenti hanno collegato l’antimonio al rischio di tumori e a problemi cardiaci e polmonari.
I ricercatori danesi hanno precisato che non esistono precedenti rapporti sulla presenza di bevande contaminate con l’antimonio, e che purtroppo non esistono ad oggi vincoli per i prodotti alimentari.
Al momento, pertanto, non è individuabile alcuna illegalità dai parte dei produttori dei succhi incriminati.
L’idea dei ricercatori è che l’antimonio presente nei succhi derivi dagli imballaggi, in modo particolare da quelli in Pet (polietilene tereftalato: la tipica plastica delle bottiglie d’acqua, di altre bevande gassate nonché di alcuni succhi e sciroppi) e Tetra pak.
Uno dei risultati più interessanti emerso dallo studio è che i livelli più alti di antimonio sono stati rilevati nei succhi con il più alto contenuto di carboidrati, come se questi facilitassero l’estrazione dell’antimonio dagli imballaggi in cui è contenuto.
Non si può per ora però escludere che l’antimonio fosse già presente nei succhi al momento dell’imballo.
Qual’è l’alternativa?
Facile, semplice, probabilmente più economica e sicuramente più salutare:
Abbiamo i denti per masticare? E allora mangiamola, stà frutta!

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Categorie: "Lo sapevate che...." by Daniel Evangelista

2 risposte

  1. La frutta fresca è ovviamente la scelta migliore, ma io bevo anche i succhi 100% frutta senza zuccheri della sterilgarda, sanno davvero di frutta. Quello al pompelmo me lo tengo nel frigo dell’ufficio, sono buoni sostituti quando non è possibile mangiare il frutto vero e proprio.

  2. Tutto vero, ma si può proporre una alternativa: da qualche tempo, specialmente sul mercato USA e da poco anche su qualche mercato europeo, si è affacciata una bevanda salutare, ottima sotto tutti i punti di vista, L’acqua di cocco fresco, invito chi può avere interesse ad andarsi a leggere le propietà di questo prodotto.
    http://www.acquadicocco.net/

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